Nel silenzio di una luce…

Cruciano Runfola

Nel silenzio di una luce…

Liriche

Presentazione:  Prof. Angela Mazzè

Prefazione:  Mariangela Ajello

Pagg. 80, f.to 15×21

Codice ISBN:  9788896569252

Finito di stampare:  marzo 2015

Prezzo di copertina:  € 12.00

Sconto:  30%

 

Qualcuno potrebbe chiedersi: Cruciano, rifugiandosi nella poesia, ha recuperato sogni e segni del suo vissuto e li ha trascritti in versi? Qual è la risposta più appropriata?

Chi scrive codeste righe, oggi è una matura storica dell’arte, adusa ad individuare le correnti artistiche, associarle nella loro interdisciplinarità spaziale e temporale, a disquisire sul linguaggio figurativo e plastico, ad interpretare le psicologie fisionomiche. È cosciente che l’odierno impegno è alquanto arduo: accostarsi al nuovo messaggio artistico – correlato alla comunicazione espressiva ed ermeneutica le sollecita il banale (?) quesito: l’epifania della poesia su quali codici lessicali e tematici si deve basare?

Secondo il modesto parere, la poesia è l’esegesi iconica di un concerto polifonico e policromo, dipinto sul fondale di un orizzonte senza confini. I maestri concertisti, ossia i versi, traghettano e trasmettono sublimemente con l’ausilio del lessico (è ricercato quello di Cruciano) il memento dell’amicizia e dell’amore, sentimenti bipolari che, specchiandosi orientano l’iter della quotidianità in fieri.

È questa la risposta idonea per sollevare il sipario sul palcoscenico della scrittura emozionante e coinvolgente (anche per il lettore “distratto”) che connota la poetica versificatoria di Cruciano Runfola?

Parafrasando W. Binni, il suo «agire poetico» procede come file rouge per decodificare il dedalico percorso delle sue esperienze, della sua generosa sensibilità avvezza a decriptare gli arcani misteri acquattati tra le modulate piaghe del suo animo. I luoghi dell’infanzia, dell’adolescenza, del passato e del presente non celano la strategia deputata ad allineare l’asimmetrico percorso della quotidianità. Sono, piuttosto, i lampi di un faro virtuale su cui si riflettono i timbri cromatici (quelli più sfumati) di una scrittura critica, levigata, ricercata.

Tra le sospensive righe dei versi emergono, talvolta, chiose atemporali deputate a coinvolgere e sedurre il lettore: sono emozioni che credevamo estinte, sono esercizi di riflessione selezionati disciplinatamente per far coagulare i poliedrici sentimenti bramosi di librarsi nell’etereo. Sentimenti che non si frastagliano, si moltiplicano; talvolta si lacerano senza tuttavia sovvertire la libertà dei valori poetici. Piuttosto focalizzano, in toto, la personalità dell’Autore, votato a far rinvigorire – con la sua ricchezza etimologica – (emozionante e mai stucchevole) il preziosismo suggestivo del lemma poetico.

ANGELA MAZZE

Angela Mazzè è prof. Associato di Storia dell’arte moderna