Gli Inglesi in Cina

Gli Inglesi in Cina  

Harriet Martineau tra innovazione e tradizione

Introduzione, traduzione e cura di

Marcella Romeo

Data pubblicazione: ottobre 2012
Formato: 15 x 21 – Numero pagine: 120
Codice ISBN: 978-88-96569-22-1
Prezzo di copertina: € 12,50
Sconto 20%

Contenuto:  Raggiunta la fama con la pubblicazione delle Illustrations of Political Economy (1832-34), Harriet Martineau (1802-1876) scrittrice, giornalista, saggista ed editorialista tra le più produttive dell’Ottocento inglese, viene principalmente ricordata per gli efficaci contributi dati al movimento femminista e l’attività svolta a favore del movimento anti-schiavista nei primi decenni del secolo. I numerosissimi articoli pubblicati sulle testate giornalistiche più prestigiose del XIX secolo, i saggi e i racconti divulgati attraverso la stampa periodica fanno di lei una grande protagonista della storia culturale dell’Ottocento inglese che la lega indissolubilmente alla storia dei Victorian Periodicals. La ristampa di The English in China. A Tale by Harriet Martineau (1832), qui per la prima volta anche in traduzione italiana, permette di approfondire il significato che la short story assume, fin dai primi decenni del secolo, di agente di trasformazione culturale in virtù della relazione privilegiata che il racconto stabilisce con il periodico che ne accoglie i significati, il Tait’s Edinburgh Review. Legato ancora parzialmente agli stilemi propri del novel, ma proiettato verso quei paradigmi tematici e formali che caratterizzeranno il racconto di fine secolo , Gli Inglesi in Cina. Un racconto di Harriet Martineau informa il lettore sia sul progetto di smantellamento del vecchio ordine economico, sociale e politico, sia sul progetto martineauiano di destrutturazione di uno spazio discorsivo pubblico patriarcale e di una contestuale costruzione di forme espressive e concettuali autonome, innestate su un terreno non domestico, capaci di generare emancipazione individuale e sociale. Sullo sfondo della produzione testuale dell’Inghilterra di primo Ottocento, i tratti narrativi del racconto concorrono alla costruzione di un testo i cui percorsi rappresentativi riproducono un impianto valoriale proiettato verso la piena ascesa della borghe-sia e una ragionata espansione colonialistica, sebbene la narrazione dia conto di alcune dissonanze discorsive rispetto al ritratto convenzionale sia del colonizzatore sia del colonizzato.

Marcella Romeo è Professore Associato di Letteratura Inglese presso l’Università di Palermo. È autrice di: Charlotte Perkins Gilman. Racconti di silenzi e di anarchie (2008), Ologrammi e stereotipi coloniali nell’opera di Harriet Martineau (2006). Ha curato L’Isola dell’Aurora (2006), Colonialismo e post-colonialismi. Traduzione e contesti culturali a confronto (2006), Cancellanda (2003). Ha pubblicato saggi su M. Taylor, H. Martineau, C. P. Gilman, V. Woolf, A. Nair, D. L. Badham, L. Golding. Ha tradotto opere di C.P. Gilman, J. Arasanayagam e M. Warner. Nell’area dei rapporti tra lingua e letteratura si occupa degli studi coloniali, con riferimento all’analisi dei testi e contesti dell’Inghilterra dell’Ottocento, e nell’ambito del travel writing, degli scritti di viaggiatori inglesi in Sicilia e in Italia nei periodici inglesi dell’età Vittoriana.